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Guinea Bissau

 

Guinea Bissau

La Repubblica di Guinea-Bissau è uno Stato dell’Africa occidentale con una superficie di 36.000 Kmq e una popolazione di 1.800.000 abitanti.

La Guinea Bissau è uno dei paesi più poveri al mondo, con un tasso di povertà del 67% e un’elevata difficoltà di accesso ai servizi di base per la maggior parte della popolazione (l’aspettativa di vita è inferiore ai 51 anni) e uno dei più alti tassi di corruzione a livello mondiale.

Pur possedendo buone risorse minerarie (petrolio, bauxite e fosfati), quella bissau-guineana è un’economia fragile e basata perlopiù sull'agricoltura di sussistenza (in particolare anacardi) e sulla pesca, che occupano l’82% della popolazione e incidono sul PIL per il 45%.

L’attività economica resta fortemente penalizzata dallo stato degradato delle infrastrutture, specie nel settore energetico (se si eccettua la capitale Bissau, il paese è privo di produzione elettrica) e nel settore dei trasporti (la rete stradale è sottosviluppata e non permette il pieno sfruttamento di regioni agricole dal vasto potenziale).

Nonostante la ricchezza di materie prime, la fragilità del sistema politico-istituzionale e le difficoltà nella transizione politica stanno incidendo negativamente sulle condizioni economiche e sul business environment. Il debole rispetto dei diritti di proprietà, un sistema giudiziario corrotto, l’inadeguato capitale lavorativo e l’insufficienza energetica, un tessuto micro imprenditoriale esiguo, un sistema ingessato di concessione del credito a breve termine, rendono il contesto economico-finanziario incerto e dissuasivo per gli investimenti esteri.

La Guinea Bissau dipende dall'aiuto internazionale per il sostegno all’economia e per consolidare la sua fragile democrazia. L'Unione Europea è da tempo un importante donatore della Guinea Bissau, tanto sul piano dell'aiuto allo sviluppo, quanto su quello della sicurezza, il cui principale rischio riguarda il fenomeno del narcotraffico.

Nonostante il protrarsi dell’impasse politica, l’Italia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla Guinea Bissau e agli attori internazionali e regionali, coinvolti nei processi di mediazione della crisi interna. L’Italia inoltre supporta l’azione contro il narcotraffico di UNODC e quelle a contrasto di altre forme di traffici illeciti nel Golfo di Guinea, collegate al terrorismo e al fiorire delle migrazioni irregolari che hanno un impatto regionale e nazionale di ampia portata.

L’Italia ha sempre manifestato la propria disponibilità ad aiutare la Guinea Bissau, nonostante il paese non rientri tra quelli prioritari della nostra Cooperazione allo Sviluppo, la quale opera attraverso l’Ufficio AICS di Dakar. A livello bilaterale, dal 1984 al 2014 l'Italia ha concesso al paese aiuti per 36,5 milioni di euro a dono, destinati ai settori socio-sanitario ed agricolo. Nel 2014 e 2015 sono state finanziate varie iniziative dalle nostre ONG, ormai concluse: “Mani Tese” è intervenuta nel settore dello sviluppo agricolo e in quello sanitario; la “Comunità di Sant’Egidio” è la più attiva in Guinea Bissau: dal 1997 ha avviato il proprio intervento sul territorio, rilevando la gestione dell’ospedale "Raoul Follereau" per impedirne la chiusura per mancanza di fondi. L’ospedale è oggi specializzato nella cura delle malattie polmonari (in particolare la tubercolosi) ed è diventato un punto di riferimento anche per altri paesi della regione sub sahariana. Attualmente è in corso un solo progetto di cooperazione dell’ONG “Comunità Internazionale Volontari Laici” (LVIA) per la valorizzazione della risicoltura di mangrovia e tutela dei mangrovieti nelle regioni di Cachev, Oio, Tomboli e Bolama.

Interventi destinati a sei paesi, tra i quali la Guinea Bissau e la regione del Lago Ciad, sono stati effettuati per prevenire le cause profonde delle migrazioni, incentrati sullo sviluppo socio-economico per aumentare, in particolare, l’impiego dei giovani e il rafforzamento della resilienza dei territori ad alta potenza migratoria.

Aggiornato al 24.07.2018


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